La costa e il centro storico di Bisceglie
La costa di Bisceglie, pochi chilometri a sud di Trani.

Una delle ragioni per scegliere Trani come base è che i vicini sono a portata di mano. Bisceglie sta a circa nove chilometri verso sud, Barletta a poco più di dodici verso nord-ovest: entrambe sulla linea ferroviaria Adriatica, entrambe raggiungibili in pochi minuti di treno regionale, entrambe abbastanza diverse da Trani da giustificare una giornata intera. Ecco cosa aspettarsi dall'una e dall'altra.

Bisceglie, e un monumento di tremila anni

Il centro storico di Bisceglie è cinto da mura di età aragonese e si attraversa per vicoli lastricati e stradine strette, con un castello svevo a tre torri a fare da riferimento. Ci sono Palazzo Tupputi, l'abbazia di Sant'Adoeno, la chiesa di Santa Margherita; ma il cuore vero è la Cattedrale romanica di San Pietro Apostolo, di epoca normanna, con una cripta che vale da sola la deviazione. È una città vecchia più raccolta e meno monumentale di quella tranese, e proprio per questo si gira con un altro passo.

Poco fuori dall'abitato c'è però la cosa più antica di tutta la zona: il Dolmen della Chianca, monumento funerario megalitico dell'età del Bronzo, considerato fra i più importanti d'Europa per dimensioni e purezza di linee. È una tomba a corridoio largo, composta da una cella sepolcrale e da un corridoio d'accesso. Fu scoperto il 6 agosto 1909 dagli archeologi Francesco Samarelli e Angelo Mosso, e nella cella furono rinvenuti ossa di animali, frammenti di piccoli vasi e coltelli di pietra databili intorno al 1200-1000 avanti Cristo, sei scheletri di adulti e ragazzi disposti disordinatamente e due scheletri in posizione rannicchiata. Il nome viene dal dialetto biscegliese: chienghe, cioè lastra di pietra.

Le cale e i promontori

Il litorale di Bisceglie è indicato come uno dei tratti più belli dell'area, e la ragione è geologica. Le cale nascono da flussi erosivi delle acque che terminano al mare, con ricchi depositi di argilla rossa e limo sabbioso; fra una cala e l'altra si alternano promontori protesi sull'acqua. Le principali sono Cala Rossa e Cala Pantano, quest'ultima una zona umida con una piccola insenatura naturale; fra i promontori i più noti sono La Testa e Ripalta, nella cui fascia si trovano anche le Grotte di Ripalta e Torre Calderina.

Una precisazione onesta: accessibilità, presenza di servizi e balneabilità delle singole calette non sono cose che si possano dare per acquisite leggendo un articolo, e cambiano di stagione in stagione. Se avete in mente una giornata di mare in un punto preciso, conviene informarsi sul posto.

Barletta, il Colosso e la Disfida

Dodici chilometri nella direzione opposta e il registro cambia del tutto. Barletta è una città più grande e più teatrale, e ha in centro un oggetto che non ha eguali: il Colosso, statua bronzea alta quattro metri e mezzo su piedistallo di pietra, collocata accanto alla Basilica del Santo Sepolcro. In dialetto lo chiamano Aré, e per tradizione lo si identifica con l'imperatore Eraclio — ma quell'identificazione è oggi respinta dagli studiosi per ragioni stilistiche, e le ipotesi più recenti propongono piuttosto Teodosio II. La statua risale alla tarda antichità e raffigura un imperatore romano o bizantino di identità ancora incerta: il nome popolare resta, la certezza no.

La tradizione vuole che sia stata rinvenuta nel 1204 su uno scoglio nel porto, arrivata lì dal probabile naufragio di una nave veneziana di ritorno da una crociata. Restò nella dogana del porto fino al 1491, quando — con gambe e braccia rifatte dallo scultore napoletano Fabio Alfano, in uno stile molto distante dall'originale — venne collocata dove la vediamo oggi. Osservandola con attenzione, la discontinuità fra le parti antiche e i rifacimenti si nota benissimo.

Accanto c'è la Basilica del Santo Sepolcro, costruita intorno al 1100 sui resti di un edificio religioso precedente: romanico-pugliese con evidenti influenze orientali, custodisce nella cappella il Tesoro del Santo Sepolcro, con reliquie provenienti da Gerusalemme. Dietro la cattedrale, il castello domina la piazza con i suoi bastioni angolari a lancia e un ampio fossato; l'impianto iniziale è di epoca normanna, ma la struttura che si vede oggi è databile intorno al 1500 ed è di fattura spagnola. All'interno hanno sede la biblioteca comunale e il museo civico.

Poi c'è la Disfida. L'episodio è del febbraio 1503: tredici cavalieri italiani contro tredici cavalieri francesi, con vittoria degli italiani. Presso Piazza della Sfida si visita la Cantina della Sfida, l'ambiente alla base di un edificio medievale dove la tradizione colloca l'offesa che diede origine allo scontro, oggi arredato con armature, scudi e armi cinquecentesche. Ogni anno, a settembre — stabilmente nella terza settimana, per scelta degli organizzatori — la città mette in scena la rievocazione storica: l'offesa, il lancio della sfida, l'investitura, il giuramento e un grande corteo con figuranti e accampamenti rinascimentali. Date e programma vengono pubblicati sui canali ufficiali della città.

Buono a sapersi: per entrambe le mete il treno regionale della linea Adriatica è la soluzione più comoda, perché evita del tutto la ricerca di un parcheggio in due centri storici che non sono più permissivi di quello tranese. Per orari e biglietti si consulta il sito di Trenitalia.

È questo il vantaggio meno appariscente di stare in via La Giudea: si dorme dentro il centro storico di Trani, si esce di casa già in mezzo alle cose, e si hanno due città diverse a un quarto d'ora di treno. Si parte al mattino, si torna la sera, e la Cattedrale illuminata è sempre lì, sulla strada di casa.

Dormire nel centro storico di Trani — Terrazza Nostromo Francesco

Un appartamento di 86 m² con terrazza privata in via La Giudea, a pochi passi dalla Cattedrale e dal porto. Fino a quattro ospiti, due bagni, cucina in legno su misura.