Ci sono città che a settembre si svuotano e città che a settembre cambiano pubblico. Trani appartiene alla seconda categoria: quando finisce l’alta stagione balneare arrivano I Dialoghi di Trani, e per giorni il centro storico si riempie di persone che si spostano da un incontro all’altro con un programma in mano. È un affollamento diverso da quello d’agosto, e a molti piace di più.
Un festival di dibattito, non di intrattenimento
I Dialoghi sono un festival culturale annuale costruito attorno a tre assi: dibattito, letteratura e impegno civile. Ogni edizione ha un tema guida dichiarato, che orienta gli incontri e tiene insieme il programma — nell’ultima documentata il filo conduttore era la «Complessità». Non è un dettaglio da comunicato stampa: il tema è il motivo per cui il festival ha una fisionomia riconoscibile invece di essere una sequenza di presentazioni di libri.
Chi ci va per la prima volta trova ospiti che discutono davvero e un pubblico locale che partecipa. È una manifestazione radicata: il fatto che si tenga in una città di poco più di cinquantamila abitanti e che continui a chiamare nomi di primo piano dice molto di come è stata costruita.
Da dove viene
Il festival è nato nel 2002, con il contributo dell’editore Giuseppe Laterza, ed è organizzato dall’associazione culturale La Maria del Porto in collaborazione con il Comune di Trani e la Regione Puglia. Ha quindi oltre vent’anni di edizioni alle spalle: non un’iniziativa episodica, ma un appuntamento che la città mette in conto ogni settembre.
Negli anni si è allungato anche oltre i confini locali, con appuntamenti collegati ad Atene, presso l’Istituto Italiano di Cultura, e alla Fiera del Libro di Francoforte, oltre a un invito in Normandia, a Caen. Un festival di provincia con una rete internazionale: la formula è più rara di quanto sembri.
Settembre a Trani
Il mese aiuta. A settembre resta il caldo residuo dell’estate, il mare è ancora tiepido e l’affollamento cala sensibilmente rispetto ad agosto: significa poter fare il bagno la mattina, visitare la Cattedrale e il Castello svevo senza code nel primo pomeriggio e arrivare agli incontri della sera senza l’impressione di aver corso tutto il giorno.
È anche il mese in cui, a una dozzina di chilometri, Barletta mette in scena la rievocazione storica della Disfida, che l’organizzazione ha stabilizzato nella terza settimana di settembre. Con il treno regionale della linea Adriatica si arriva in pochi minuti: due manifestazioni molto diverse, nello stesso mese, senza bisogno di un’auto.
Stare in centro, che qui è tutto
Un festival diffuso si vive bene a una condizione: non dover calcolare gli spostamenti. Il centro storico di Trani è compatto — Cattedrale, porto, Castello svevo e quartiere ebraico stanno in un raggio di pochi minuti a piedi — e questo permette di seguire due incontri distanti tra loro senza pensarci troppo, o di rientrare nell’intervallo.
La Terrazza Nostromo Francesco sta in via La Giudea 8, dentro l’antico quartiere ebraico, a pochi passi dalla Cattedrale e dal porto. Sono 86 metri quadri al terzo piano senza ascensore, senza posto auto: nel centro storico, in parte soggetto a Zona a Traffico Limitato, l’auto è comunque più un impaccio che una risorsa. La sera, dopo l’ultimo incontro, si torna a piedi e si chiude la giornata sulla terrazza privata — che a settembre, quando il caldo si è ammorbidito, è esattamente il posto in cui si vorrebbe essere.
Dormire nel centro storico di Trani — Terrazza Nostromo Francesco
Un appartamento di 86 m² con terrazza privata in via La Giudea, a pochi passi dalla Cattedrale e dal porto. Fino a quattro ospiti, due bagni, cucina in legno su misura.