La Cattedrale di Trani illuminata di notte
Riti della Settimana Santa nel centro storico di Trani — foto: Savinogiusto · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

La Settimana Santa a Trani non è una rappresentazione pensata per i visitatori. È una pratica collettiva che la città ripete da secoli e che coinvolge chiese, confraternite e famiglie intere, con o senza pubblico. Chi capita qui nei giorni che precedono la Pasqua assiste a qualcosa che continua a esistere per ragioni proprie: è esattamente questo a renderlo interessante.

Una processione documentata dal 1572

Il momento più identitario di questi giorni è la Processione penitenziale dei Misteri, che parte dalla Basilica Cattedrale la sera del Venerdì Santo. È documentata sin dal 1572 e non nasce come corteo devozionale generico: nasce come atto di riparazione per la profanazione di ostie consacrate, l’episodio che le cronache cittadine ricordano come miracolo eucaristico. Per capirla bisogna tenere a mente questa origine — un gesto di riparazione, non una commemorazione.

Le statue arrivarono dopo. Solo nel XVII secolo, sotto la dominazione spagnola, furono aggiunte le sculture che ripercorrono le tappe e le figure della Passione: quattordici in tutto. Le portano a spalla le confraternite cittadine, chiamate dall’Arciconfraternita e ordinate per anzianità, tutte rigorosamente scalze. Alla processione partecipano l’Arcivescovo, il Capitolo, le confraternite e l’Amministrazione civica: è uno dei pochi momenti dell’anno in cui la città religiosa e quella civile camminano insieme, nello stesso ordine di sempre.

Dal 2006 la processione è tornata a svolgersi nella tarda serata del Venerdì Santo, secondo la tradizione inaugurata nel Seicento. Il buio non è un dettaglio scenografico: cambia il modo in cui il corteo attraversa i vicoli del centro, e cambia il silenzio di chi guarda.

I giorni, uno per uno

La Pasqua è una festa mobile e si sposta ogni anno tra marzo e aprile; l’impianto dei riti, però, resta lo stesso.

  • Giovedì Santo — solenne Messa in Coena Domini. Nelle chiese del centro viene esposta l’ostia consacrata nei cosiddetti «Sepolcri», ornati con fiori, candele e piatti di germogli di cereali. Girare da una chiesa all’altra a vederli è una consuetudine cittadina, non un’attività per turisti.
  • Venerdì Santo, nella notte — processione penitenziale dell’Addolorata, che esce dalla chiesa di Santa Teresa nel buio, a cura dell’Arciconfraternita della Santissima Addolorata. Le cronache la documentano in uscita alle tre del mattino.
  • Venerdì Santo, sera — la Processione dei Misteri, dalla Cattedrale.
  • Sabato Santo, sera — la Veglia Pasquale.

Nei comuni vicini si tengono altri riti della Settimana Santa, ciascuno con la propria tradizione: chi ha tempo e curiosità può informarsi sul posto, tenendo presente che gli orari non coincidono mai per caso — le comunità si sono organizzate nei secoli per non sovrapporsi.

Due precisazioni utili

La prima riguarda l’organizzazione: le fonti locali attribuiscono la regia della processione ora a un’arciconfraternita, ora a un’altra. È più corretto — e più vero — dire che i Misteri sono portati dalle antiche confraternite cittadine nel loro insieme; per il dettaglio conviene rivolgersi all’Arcidiocesi.

La seconda è un equivoco ricorrente tra i visitatori: la Sacra Spina non si venera a Trani. È custodita ad Andria, nella cattedrale di Santa Maria Assunta, a una decina di chilometri da qui. I riti tranesi hanno una storia diversa e non hanno a che fare con quella reliquia.

Buono a sapersi: date e orari cambiano di anno in anno perché la Pasqua è mobile. Il calendario completo dei riti viene pubblicato di volta in volta sui canali ufficiali del Comune di Trani e dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie: sono le uniche fonti su cui vale la pena regolarsi.

Essere già in centro quando succede

La Settimana Santa cade in un periodo in cui le temperature salgono e le piogge calano: è una delle stagioni migliori per stare a Trani anche a prescindere dai riti. Ma se si vogliono seguire davvero le processioni — quella dell’Addolorata alle tre di notte, o i Misteri che rientrano a ora tarda — la differenza la fa la distanza. Da via La Giudea 8, nell’antico quartiere ebraico, la Cattedrale è a pochi minuti a piedi: si esce quando il corteo passa, si rientra senza cercare un’auto. La Terrazza Nostromo Francesco è al terzo piano e non ha ascensore, ma in quei giorni è un dettaglio che si dimentica in fretta: qui, semplicemente, si sta dentro la scena invece di raggiungerla.

Dormire nel centro storico di Trani — Terrazza Nostromo Francesco

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