Il portale bronzeo della Cattedrale di Trani, incorniciato dalla pietra locale
Il portale della Cattedrale di Trani — foto: Bernard Gagnon · CC0 · Wikimedia Commons

C'è un'idea diffusa secondo cui una città di mare, fuori stagione, non abbia più niente da offrire. A Trani questa idea regge poco: il patrimonio che conta davvero — la Cattedrale, il Castello, il quartiere ebraico, il porto — non ha nulla a che vedere con la stagione balneare. Anzi, migliora quando c'è meno gente.

Settembre: i Dialoghi, e la Disfida a dodici chilometri

Settembre è un mese pieno. In città si tengono I Dialoghi di Trani, festival annuale di dibattito, letteratura e impegno civile: ogni edizione ha un tema guida, ed è arrivato al suo venticinquesimo appuntamento. È nato nel 2002 con il contributo dell'editore Giuseppe Laterza ed è organizzato dall'associazione culturale La Maria del Porto, in collaborazione con il Comune di Trani e la Regione Puglia.

Nello stesso mese, a poco più di dodici chilometri, Barletta mette in scena la rievocazione storica della Disfida, che l'organizzazione ha deciso di collocare stabilmente nella terza settimana di settembre. Si rievoca l'episodio del 1503, quando tredici cavalieri italiani affrontarono tredici cavalieri francesi e vinsero: c'è il grande corteo storico con i figuranti, gli accampamenti rinascimentali, gli spettacoli itineranti di araldi e danzatori, e perfino una corsa podistica simbolica di tredici chilometri.

Settembre è anche una buona finestra climatica: caldo residuo, mare tiepido, meno affollamento.

Ottobre e novembre: la stagione della pioggia

Qui conviene essere onesti. Le temperature restano miti ma calano, e novembre è il mese più piovoso dell'anno, con una media attorno agli ottantotto millimetri. Su base annua Trani riceve all'incirca 583 millimetri di precipitazione, concentrata soprattutto nella parte fredda dell'anno: il clima è caldo e temperato, ma gli inverni sono molto più piovosi delle estati.

Non è un argomento contro il viaggio. È un argomento a favore di una valigia diversa e di un programma che preveda degli interni.

L'inverno: la città ai residenti

Da dicembre a febbraio Trani è fredda per i suoi standard e piovosa, con il mare fra i tredici e i quindici gradi. L'escursione annua tipica va dai cinque ai trenta gradi, e si scende sotto i due solo raramente: parliamo di un inverno mediterraneo, non di un inverno continentale.

Quello che cambia davvero è l'atmosfera. La città torna a essere abitata da chi ci vive, i monumenti si visitano con calma e il centro storico smette di essere uno sfondo per fotografie.

Cosa si visita quando non si va al mare

La Cattedrale è il pezzo forte e da sola vale un pomeriggio. Iniziata nel 1099, consacrata nel 1143 prima ancora di essere finita, ha una particolarità rara: quattro livelli di culto sovrapposti. La chiesa superiore; la chiesa inferiore di Santa Maria della Scala; la cripta di San Nicola Pellegrino, collocata esattamente sotto il transetto; e l'ipogeo di San Leucio, la parte più antica del complesso, dedicata al primo protettore della città e affrescata, che si trova circa un metro e sessanta sotto il livello del mare e si raggiunge da una scala di una quindicina di gradini. Fuori, il campanile alto cinquantanove metri, eretto fra il 1230 e il 1239, con un arco a sesto acuto passante alla base; e sul portale la copia della porta bronzea di Barisano da Trani, realizzata nel 1175, il cui originale è oggi conservato all'interno.

Poche centinaia di metri a nord-ovest c'è il Castello Svevo, avviato nel giugno del 1233 per volere di Federico II e completato attorno al 1249: impianto quadrangolare, quattro torri angolari, un fossato largo quasi venti metri. È stato carcere dal 1832 fino al 1974 ed è tornato visitabile nel 1998. Nel centro storico si incontra anche Palazzo Caccetta, tardogotico, costruito fra il 1451 e il 1456 per un ricco mercante tranese: oggi è sede distaccata del Palazzo di Giustizia e si guarda da fuori.

Buono a sapersi: fuori stagione l'auto serve meno. Trani è sulla linea ferroviaria Adriatica, con collegamenti regionali frequenti sulla direttrice Foggia-Barletta-Trani-Bari: da Bari si arriva in meno di un'ora. L'auto resta invece necessaria per Castel del Monte e per l'entroterra murgiano.

E poi il quartiere sotto casa

Il centro storico che circonda via La Giudea è l'antica Giudecca, il quartiere della comunità ebraica medievale di Trani, una delle più significative del Mezzogiorno. Delle quattro sinagoghe costruite fra XII e XIII secolo ne sopravvivono due: la Scolanova, avviata attorno al 1244 e tornata all'uso religioso ebraico nel 2005, con il campanile a vela sormontato da una Stella di David in ferro; e la Sinagoga-museo Sant'Anna, la Scola Grande del 1246-1247, che oggi ospita la sezione ebraica del Museo Diocesano, indicata come l'unico museo dedicato alla storia ebraica nel Mezzogiorno d'Italia. Sant'Anna sta all'angolo fra via La Giudea e via San Martino; al civico 24 della stessa via c'è il Palazzo delle Arti Beltrani, con la pinacoteca dedicata al pittore Ivo Scaringi.

Perché stare in via La Giudea

Terrazza Nostromo Francesco è in via La Giudea 8, dentro quel quartiere. Fuori stagione la posizione conta ancora di più: quando le giornate sono corte e il tempo può cambiare in un'ora, avere la Cattedrale, il porto e i musei a pochi minuti a piedi significa poter decidere all'ultimo momento. L'appartamento ha una cucina completa e una terrazza privata; è al terzo piano e non c'è ascensore. Il resto — il ritmo lento, le strade vuote, la pietra chiara sotto una luce bassa — lo mette la città.

Dormire nel centro storico di Trani — Terrazza Nostromo Francesco

Un appartamento di 86 m² con terrazza privata in via La Giudea, a pochi passi dalla Cattedrale e dal porto. Fino a quattro ospiti, due bagni, cucina in legno su misura.